Articolo pubblicato su PASSAGGIO IN VOLO la Rivista scientifica di diffusione ed informazione sul Counseling

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“IL CANTO DELLA SALUTE” di Ornella Serafini.

LA VOCE CANTATA & IL COUNSELING.

 

Quasi non ricordo più se ho iniziato prima a cantare o prima ad insegnare. Quello che è certo è che all’inizio non avevo proprio idea di come avrei “insegnato” il canto alle persone e anzi, mi chiedevo perché venissero a prendere lezioni da me che ero una novellina. Ora so che quando scelgo di seguire un’insegnante, lo faccio anche perché  scelgo di relazionarmi con quella persona, perché mi sento attratta, affascinata e anche un pò forse invidiosa per un qualche cosa in più che ha lui ora e che io in quel momento non ho o non vedo in me. Il lato positivo dell’invidia è che crea un’aspirazione, un nuovo anelito. E poi anche per acquisire nuove esperienze. Ecco: una volta sceglievo un insegnante per aggiungere nozioni, tecniche,  e poi ad un certo punto ho scelto qualcuno che mi insegnasse a vedere e a sentire com’ero, per poter togliere, eliminare cose che non mi appartenevano e quindi per fare chiarezza, pulizia, insomma, proprio per vedere cosa rimaneva, di essenziale. E così fu. E così fu anche che, molti, molti anni dopo, decisi di formarmi come Counselor.

Ho scelto l’approccio umanistico esistenziale perché in linea con la mia religione, quella del Buddismo Mahayana, di Nichiren Daishonin basato sul Sutra del Loto. I miei responsabili buddisti ci dicono sempre “Ricordate che il buddismo non si insegna, si può solo mostrare con la propria Vita la propria  Rivoluzione Umana in corso d’opera. Solo la prova concreta è alla base di una forte Fede”. All’inizio di questo articolo ho messo tra virgolette il verbo “insegnato” perché il punto è questo. Nel momento in cui ho smesso di insegnare il canto, le cose hanno funzionato in modo diverso. Nel momento in cui ho iniziato ad aiutare le persone a togliere anziché preoccuparmi di aggiungere più tecniche possibili, toglievo alle persone l’ansia, la sofferenza e aggiungevo gioia. E soprattutto, nel momento in cui sono partita dalla mia Vita, l’ho accolta e aperta a me e al servizio di questa Umanità, la mia Voce si è liberata. E’ lì che ho iniziato finalmente ad usare le tecniche vocali con gioia del mio corpo fisico e della mia professione.

La persona al centro della mia attenzione, dell’ascolto.

La persona, l’essere umano, con il suo mondo interiore ed esteriore, le sue mappe, i suoi copioni e soprattutto tutti i suoi desideri, anche quelli ancora sconosciuti. La persona, per-sona è fatta di vibrazione come tutta la materia, di suono, ed esiste per – al fine di – sona – suonare. Se  e solo se noi lo permettiamo. Se e solo se ammettiamo di meritare il libero arbitrio, o almeno una sua piccola parte, per cominciare. La libertà di scegliere e la libertà di amare e di farsi amare. La libertà di permettersi di chiedere, di chiedere anche aiuto. La libertà di essere sé stessi, fino in fondo.

Essere l’ “Io sono” cioè esattamente ciò che è, ciò che siamo ora.

Sembra che io stia parlando dello scopo del Counseling. Agevolare la persona nel vedere se stessa completa e perfetta, e soprattutto perfettamente capace di superare, passare attraverso qualsiasi sentiero della Vita con i suoi piedi e se preferisce, non da sola. Aiutarla a scegliere per sé il proprio Ben-Essere. Prima di diventare Counselor avevo capito che aiutare la persona a liberare la propria Voce, portava in questa direzione, come il Counseling. Ora so che le due cose messe assieme hanno la propulsione di uno Shuttle, e puntano tutte e due proprio all’Universo. E dall’Universo poi “La Terra è bellissima”.

“Che cosa insegno io? Io mostro alle persone che mi vengono incontro, come trovare la via più breve per “RITORNARE A CASA” e lo faccio attraverso il gioco creativo della Voce.”. Là dove la CASA è il nostro corpo fisico, unica sede e Maestro  di tutto, luce, oscurità, inferno e paradiso e buddità ovvero la nostra capacità innata di risvegliarsi alla Legge Suprema che regola la Vita Preziosa, cioè la Vita stessa.

Quando ho fatto questo con me, e continuo a farlo, ho riconosciuto la mia missione e ho sorriso. Ho sorriso con ogni cellula del mio corpo, cioè con il cuore espanso. E ho riconosciuto il sentimento della compassione come sinonimo di amore incondizionato, comprensione, non come pietà per il dolore altrui. Questo ha mosso e muove tutta la mia Vita, passata, presente e futura.

Ora, se lo desiderate  mi occupo  della parte specialistica.

Se proviamo a considerare la Voce  metafora dell’Io Anima dell’Essere Umano, le corde vocali del cuore, la laringe  metafora del corpo fisico, il corpo fisico dell’ambiente e l’ambiente del pianeta, facciamo esattamente quello che fa il microcosmo rispetto il macrocosmo, e le cellule con il nostro corpo, e impariamo da noi stessi come funziona la Legge che regola la Vita.

La qualità della  Comunicazione con la persona è fondamentale per non ostacolare o ritardare i processi. La nostra azione, come agevolatori, con il cliente, rappresenta neanche il 10 % della riuscita nel percorso dell’evoluzione personale, quindi è fondamentale non ostacolare o ritardare i processi con il nostro vissuto, mentre si accompagna. Per questo una formazione pluriennale di Gestalt Counseling è importante.

La persona impara da se stessa a leggere i meccanismi che regolano il suo muoversi nel mondo, i blocchi e le resistenze, e come passarci attraverso sperimantando, senza paura. Come? Nel mio caso, giocando con il potenziale della Voce che abbiamo ognuno a portata di mano. Si impara ad ascoltare tutto ciò che accade nel nostro corpo, ascoltando il suono della nostra Voce, come a imparare un nuovo linguaggio, che è il mio. L’essere umano è sempre in relazione. E la sua Voce, attimo dopo attimo, mostra i segni dell’emozione che nasce dall’incontro. L’emozione che ha bisogno di muoversi verso l’esterno prendendo la via dell’espressione verbale o dell’azione. Ecco come l’ “insegnamento” del canto diventa una tecnica espressiva gestaltica. Io non faccio altro che, con il gioco e la gioia del canto, invogliare a tirare fuori esattamente quanto e quale suono esce. E il gioco è quasi fatto. Accompagnare questi processi con frasi aperte “come se” parlassi della Vita, fanno sì che l’effetto si ripercuota davvero nella sua Vita come nel gioco del domino. Riportarlo alle sue capacità e dargli dei compiti per casa, serve ad evitare di creare un’oasi di benessere e un rapporto di dipendenza dalle lezioni di canto per stare bene.

Rispettare la propria Natura innata entrando in dialogo con sé stessi guidati dalla propria Voce.

Ritorniamo al mondo delle emozioni, per soffermarci, vista l’importanza.

L’Essere Umano, dicevo è sempre in relazione, e ventiquattro ore su ventiquattro, tutte le volte che incontra una persona, una cosa, un pensiero, nasce un’emozione. Questa è la nostra capacità preziosa di creare energia. Se e solo se impariamo ad usarla, economicamente. Come? Reinvestendola in azioni. Lasciandola sempre fluire all’esterno.  Se si interrompe questo flusso, si crea un senso di pesantezza. Perché il ristagno dell’energia implosa e non utilizzata crea densità energetica prima fuori dal corpo, nel suo corrispettivo campo elettromagnetico, finché a lungo andare questa densità entra anche nel corpo fisico bloccando la normale vibrazione delle cellule e creando probabilmente una qualche patologia. Per fortuna il pensiero, che un tempo apparteneva solo al linguaggio così astratto e poco comprensibile del filone della New Age, e che si è sviluppato abbastanza in molti ambiti che vedono l’essere umano in senso olistico e lo considerano un processo, è diventato più scientifico. Sempre più medici si rifiutano di trattare il singolo sintomo o organo e guardano, ascoltano, tutta la persona, le sue abitudini e la sua storia.

L’importanza di sviluppare i talenti dà la possibilità ad  ognuno di sperimentare la propria creatività nel modo più naturale e divertente possibile, dandogli la massima soddisfazione nell’esprimersi. E’ molto importante associare al percorso individuale di evoluzione personale, la potenzialità della creatività dell’espressione artistica, qualunque essa sia. Sviluppando un talento artistico, la persona sviluppa la sua capacità di essere libero, di scegliere di esserlo e si libera a poco a poco dalla gabbia del giudizio che gli impedisce di muoversi nell’ambiente così com’è. E quindi ha uno strumento concreto a disposizione per agevolare il fluire e la trasformazione di quell’enorme bagaglio energetico che crea l’emozione. Si permette di far fluire, far uscire fuori, perché si sta abituando a farlo, divertendosi.

Io mi occupo di voce, e lo faccio sia attraverso l’insegnamento del canto che con giochi di espressività vocale per chi non vuole cantare canzoni. Io incontro sia persone con grande desiderio di espressione che persone così introverse da non riuscire neanche ad aprire la bocca per pronunciare una vocale. Entrambe hanno la necessità di gestire e far fluire le proprie emozioni dall’interno verso l’esterno, in modo equilibrato. Magari hanno creato la stessa quantità di energia, ma hanno due modalità opposte di esprimerle. Cosa farebbe un insegnante di canto “ottuso” e non counsellor? (senza togliere nulla alla professionalità dei colleghi, ma per ben comprendere il valore aggiunto). Un insegnante di canto “ottuso” obbligherebbe ai vocalizzi l’allievo “chiuso” e conterrebbe quello “aperto”. Io invece aiuto le persone a riconoscere la propria natura, ad amarla e ad accoglierla così com’è per comprenderla fino in fondo ed agire a favore. Quindi li stimolo ad ascoltarsi e ad “usarmi”  per i loro scopi e per testare la loro capacità di gestirsi.

Prima di dedicarsi al canto costruttivo, va tolta la valvola dell’energia rosso fuoco del canto distruttivo. Ad esempio, la rabbia trattenuta fa male alle corde vocali, aumentando la quantità di pressione dell’aria nell’area sottoglottica, che diventa incontrollabile, e ostacolando la giusta misura e sinergia tra le parti coinvolte nella fonazione, crea squilibrio e confusione. Allora la persona è  messa in grado di riconoscere il proprio stato energetico, la propria natura nel qui ed ora,  e si allena a chiedere degli esercizi specifici e soprattutto igienici per scaricare l’energia in eccesso senza traumi. Non solo, ma lavorando sul chakra della comunicazione che coinvolge bocca, laringe e orecchie, la persona con la vibrazione messa in moto dalla biorisonanza(1) rimette “pace”  ed equilibrio   a tutto il corpo e nelle specifiche parti “apre” quel particolare centro energetico per risonanza appunto, e allenamento. (1)(Biorisonanza, da Bios Vita e ri-sonanza, anche come ritorno a suonare, è quel concetto che esprime ciò che accade ai corpi umani durante la fonazione all’unisono, così come, ad esempio, un diapason di metallo costruito per vibrare alla frequenza di un do e percosso, avvicinato ad una scatola di diapason di tutte le note della scala maggiore, inerti, fa sì che quel pezzo di metallo inerte, costruito per suonare anch’esso un do, all’avvicinarsi del diapason percosso, si riconosce ed inizia dal niente a vibrare, ed è fatto di metallo!, figuriamoci l’essere umano. In fisica la risonanza amplifica l’effetto. E ciò avviene anche in due o più corpi umani che cantano la stessa nota. Ci si sente come avvolti da un suono molto ampio, come stare in un abbraccio sonoro, e la mia voce risuona del mio corpo e anche del corpo dell’altro e lo stesso lo fa la sua voce, e lo stesso lo fanno anche tutte le cellule dei due corpi, che se per un qualche motivo fossero andate fuori fase, ritornano tutte a suonare assieme. )

Il dialogo con la persona aiuta ad estendere il lavoro alla sua vita quotidiana: “Sei stato bravo a chiedermi di ciò di cui la tua voce ora aveva bisogno, cosa  ti fa venire in mente che potresti chiedere alla tua vita di ogni giorno?” La persona sperimenta a lezione  giocando con la voce e poi prova a farlo fuori  nel suo ambiente quotidiano, rispettando sempre di più le sue richieste. A son di dai e dai il corpo sceglie di stare bene e tende a tenere aperta la porta della comunicazione, memorizzando quello stato di benessere. Quando è memorizzato diventa naturale. E la guarigione è compiuta da sé. Pensiamo, nell’esempio citato, a quanto importante sia sollecitare la comunicazione rispetto alla rabbia trattenuta e quale sia l’effetto “domino” miracoloso in tutta la Vita preziosa di quella persona. “E così ad un certo punto ho detto una frase così incisiva che mi son voltato indietro…. ma ero davvero io? L’ho dette io quelle parole?” “E come ti sei sentito?” “Benissimo! Nessun magone! Avevo paura di ferire l’altro e invece ferivo me stesso, tradendomi.” “Ti sei voluto un gran bene! Ti sei ascoltato e ti sei fidato!” “Mi sono accorto di essere cambiato, di aver trasformato quella parte di me convinta di non meritare di essere amato, da me per primo.”. E ancora: “Non vedevo l’ora di venir a cantare tu sai cosa, ho passato una settimana massacrante , ho lavorato come un pazzo e mi hanno pure mancato di rispetto!” “Allora cantiamo subito!” “E adesso come stai?” “Molto meglio grazie” “Adesso che hai cantato pensi che il tuo capo non ti mancherà più di rispetto?” “Bè….no….” “E allora cosa puoi fare?” “FAMMI CANTARE QUELL’ALTRA CANZONE!” “Bene! Brava vedo che sai chiedere con fermezza ciò di cui hai bisogno” “Sai rispettare la tua Vita allora” “Scegli ora un brano che ti regali come una coccola” E come sempre la persona sceglie esattamente il brano che contiene nel testo il messaggio di cui lei ha bisogno di sentire e scoppia in un pianto di redenzione verso se stessa. E allora ha compreso profondamente che non c’è nessuno che può mancarci di rispetto se noi non lo lasciamo fare e il pianto sblocca in un altro modo il 5° chakra, sempre lo stesso, quello della comunicazione. Accade tutto questo per magia? Per caso? No! Siccome accade sempre, significa che accade per risonanza, cioè per riconoscimento. Se decido che è arrivato il momento di chiedere, e la mia voce lo fa, lo fanno anche tutte le cellule del nostro corpo e l’ambiente se ne accorge e accoglie la richiesta, perché parte dall’amore verso di sé, per risonanza.

Io lavoro anche con i professionisti della voce e cioè con gli attori e i cantanti. E anche in questo ambito, il lavoro proposto ha una valenza di una certa portata. Pensiamo all’importanza della ricerca dell’autenticità e della congruità tra voce, corpo e personaggio, alla qualità del permettersi di essere in relazione, alla presenza scenica. Poi alla possibilità di mettere pace al conflitto tra cantante, artista professionale e persona, riconoscendo i limiti e i confini della persona e facendoli coscientemente superare dal personaggio, sperimentando e dandosi una possibilità di crescita creativa. L’importanza fondamentale, poi,  di fare chiarezza sull’identità del personaggio in continuo cambiamento radicale rispetto alla persona e alla sua centratura. E tanto tanto altro ancora.

Da tutte queste mie parole potete capire bene quanto potente sia di per sé il Counselling associato al lavoro sulla Voce.

Bene, non c’è niente di più errato.

Avete letto benissimo, ho scritto errato!

Niente è efficace se non mettiamo, e aiutiamo a mettere, come causa, di qualsiasi azione, l’amore incondizionato. Significa coerenti fino in fondo.

Anche io divento credibile e “funziono” con il cliente per risonanza della mia vita, se e solo se, lo faccio anch’io. Imparo a desiderarlo per la mia vita e lo desidero anche per la vita di tutti gli esseri umani che incontro. Per quelli che non incontro esiste la preghiera.

Questo è l’approccio psicospirituale basato sui principi fondamentali del buddismo del Sutra del Loto che non posso escludere da nessun aspetto manifesto e non manifesto della mia Vita.

SOLO L’AMORE incondizionato muove la Vita e fa si che la persona compia la sua Rivoluzione Umana verso quella costante così apparentemente irraggiungibile, che è la Felicità. Che non ha niente a che fare con la gioia e l’estasi di una vittoria. La vera felicità è una condizione dell’anima che riconosce il corpo fisico come  sua Casa e lo ascolta come un Maestro. La vera Felicità è una condizione di assoluta serietà dell’essere umano. E’ una sensazione per cui tutte le cellule del nostro corpo, assieme, né un attimo prima una, né un attimo dopo un’altra, sorridono.

 

Bibliografia (estratto):

O.Serafini “Il Canto della Salute – Il potenziale della Voce & il Counselling nell’evoluzione personale e nell’espressione artistica” Tesi Aspic

D.Ikeda “I misteri di nascita e morte. La visione buddista della Vita” ed. Esperia

C.Piroli, C.Montanari, A.Iannazzo “Corpo Integrato” ed. scientifiche Aspic

P.Clarkson “La relazione psicoterapeutica integrata” ed. Sovera

S.Garavaglia “Diario di psicosomatica” Tecniche Nuove

Milton H. Erickson “La mia voce ti accompagnerà” Astrolabio

Dalai Lama, D.Goleman “Le emozioni che fanno guarire” Oscar Mondadori

S.Magnani “Vivere di Voce” Franco Angeli

F.Maman “La musica guarisce” ed. Amrita

R.Bach “Nessun luogo è lontano” Bur Rizzoli

 

Trieste, 24 ottobre 2012

Ornella Serafini